{"id":3359,"date":"2023-12-12T07:04:56","date_gmt":"2023-12-12T06:04:56","guid":{"rendered":"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/?p=3359"},"modified":"2024-01-29T10:33:58","modified_gmt":"2024-01-29T09:33:58","slug":"lezioni-di-storia-dellarchitettura-e-della-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/lezioni-di-storia-dellarchitettura-e-della-citta\/","title":{"rendered":"Lezioni di Storia dell\u2019Architettura e della Citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><em>Corso dottorale<br \/>\n<\/em>1\u00b0 semestre<\/p>\n<p>Docenti Marco Cadinu, Marcello Schirru, Stefano Mais<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Corso dottorale<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Docenti:<\/strong> Marco Cadinu, Marcello Schirru, Stefano Mais<\/p>\n<p><strong>Ore:<\/strong> 12<\/p>\n<p><strong>Data d&#8217;inizio:\u00a0<\/strong>13 febbraio 2024<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Tema del corso<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Architetture e infrastrutture di servizio per la citt\u00e0 Ottocentesca. La concezione e il progetto degli edifici con funzioni specialistiche<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-3360 size-full\" src=\"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/files\/2023\/12\/Cadinu-corso-2024.png\" alt=\"\" width=\"1550\" height=\"1063\" srcset=\"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/files\/2023\/12\/Cadinu-corso-2024.png 1550w, https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/files\/2023\/12\/Cadinu-corso-2024-300x206.png 300w, https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/files\/2023\/12\/Cadinu-corso-2024-1024x702.png 1024w, https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/files\/2023\/12\/Cadinu-corso-2024-768x527.png 768w, https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/files\/2023\/12\/Cadinu-corso-2024-1536x1053.png 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1550px) 100vw, 1550px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Sunto<\/strong><\/h3>\n<p>Il corso analizza progetti di architetture e infrastrutture progettate nell\u2019Ottocento nel loro rapporto con gli spazi urbani e con il paesaggio. Il dialogo che i progettisti del tempo instaurano con lo spazio di relazione attorno alle architetture, quindi con lo spazio pubblico, rivela atteggiamenti di differente misura e la considerazione o meno della stratificazione storica dei luoghi quale risorsa per la loro proposta. In altre letture emergono volonta\u0300 o atteggiamenti tecnici che portano a scelte consapevoli tese a far prevalere le ragioni del progetto e quindi rielaborare o rimodellare profondamente i modelli e i contesti sui quali esso si dispiega. L\u2019Ottocento si rivela un secolo ricco di propositi progettuali per le architetture e la citta\u0300, avanzando modelli culturali legati alle questioni igienico sanitarie, al verde pubblico e al godimento paesaggistico oggi molto attuali nel dibattito progettuale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Descrizione<\/strong><\/h3>\n<p>Il corso si propone di fornire punti di vista utili alla lettura dei contesti urbani e paesaggistici attraverso il riconoscimento delle relazioni tra le architetture ottocentesche e i loro scenari di realizzazione. Quattro lezioni coordinate da Marco Cadinu vedranno la partecipazione di Marcello Schirru e Stefano Mais, docenti di Storia dell\u2019Architettura.<\/p>\n<p>Le lezioni saranno strutturate come agili comunicazioni contenute in tre ore con spazio per commenti e valutazioni da parte degli studenti. Ogni appuntamento e\u0300 rivolto a dottorandi e studiosi interessati alla comprensione delle dinamiche storiche e progettuali dei luoghi storici.<\/p>\n<p>Non sono richieste particolari competenze se non quelle acquisite nei precedenti esami di storia dell\u2019architettura e di storia della citta\u0300.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Programma del corso<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Lezione 1 \u2013 marted\u00ec 13 febbraio 2024, ore 15:00 (3 ore), Aula Rossa (via Corte d\u2019Appello)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Marcello Schirru<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ALLIEVI POLITECNICI E CULTURA PROGETTUALE NELLA SARDEGNA DEL SECONDO OTTOCENTO <\/strong><\/p>\n<p>Dopo l\u2019emanazione della Legge Casati \u2013 1859 \u2013 la Sardegna e\u0300 una delle prime regioni del futuro Regno d\u2019Italia ad adeguarsi ai nuovi indirizzi teorici nell\u2019ambito dell\u2019istruzione superiore ed universitaria. Lo strumento normativo rende obbligatori la laurea in una Scuola di Applicazione ed il superamento di un esame di abilitazione per l\u2019esercizio della professione di Ingegnere\/Architetto. Tanti studenti sardi frequentano i banchi degli istituti di applicazione italiani, con una netta predilezione per la scuola di Torino, trasferendo poi, al rientro nella regione d\u2019origine, un campionario di saperi nuovo, ispirato agli sviluppi ottocenteschi della tecnica e del progetto. Recenti studi, condotti dal gruppo di ricerca di afferente ai corsi di Storia dell\u2019Architettura, ricostruiscono il profilo umano e professionale di questi interessanti protagonisti. Si deve a loro il disegno di grandi infrastrutture \u2013 strade, porti, carceri, bonifiche \u2013 e la realizzazione di architetture pubbliche, rappresentative della appena raggiunta Unita\u0300 nazionale o delle istituzioni di governo locale \u2013 municipi, campi santi, scuole, caserme -. In questo intenso e dinamico scenario, il Genio Civile occupa un ruolo di primo piano, in quanto soggetto coordinatore di buona parte delle iniziative edilizie.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lezione 2 \u2013 mercoled\u00ec 14 febbraio 2024, ore 15:00 (3 ore), Aula Rossa (via Corte d\u2019Appello)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Stefano Mais <\/strong><\/p>\n<p><strong>GIOVANNI ANTONIO CARBONAZZI (1892-1873), IL PROGETTO DELLA STRADA REALE CARLO FELICE E DELL\u2019INFRASTRUTTURA STRADALE SARDA <\/strong><\/p>\n<p>Giovanni Antonio Carbonazzi (1792-1873), figura centrale dei lavori pubblici del Regno di Sardegna, si inserisce a pieno titolo tra i protagonisti del progetto del territorio e delle infrastrutture dell\u2019Ottocento europeo. La sua capacita\u0300 tecnica e progettuale, affiancata a una scaltra abilita\u0300 di movimento nel panorama politico e imprenditoriale del tempo, lo portano a scalare i ruoli dell\u2019amministrazione centrale sabauda lungo una carriera professionale di quasi sessant\u2019anni. Il trampolino di lancio del suo successo e\u0300 la progettazione e la costruzione della Strada Reale Carlo Felice, tesa tra Cagliari e Porto Torres per una lunghezza di 235 chilometri. Un\u2019infrastruttura moderna ed efficiente, realizzata in appena sette anni (1822-29), che rappresenta ancora oggi \u2013 con la nuova nomenclatura di S.S. 131 \u2013 l\u2019arteria viaria principale dell\u2019isola. Il racconto della vicenda progettuale e costruttiva della Strada Reale Carlo Felice, dato alle stampe da Carbonazzi nel 1832 assieme a una pregevole serie di vedute, porta questa storia fino ai giorni nostri, a duecento anni dalla posa della prima pietra del cantiere stradale.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lezione 3 \u2013 marted\u00ec 27 febbraio 2024, ore 15:00 (3 ore), Aula Rossa (via Corte d\u2019Appello)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Marcello Schirru <\/strong><\/p>\n<p><strong>SPAZI URBANI ED ARCHITETTURE PER UNA CITTA\u2019 IN RAPIDA ESPANSIONE: LE ARCHITETTURE DI CAGLIARI NEL QUADRO DELLA CULTURA PROGETTUALE TARDO- OTTOCENTESCA. <\/strong><\/p>\n<p>Con la parziale attuazione del <em>Piano di Abbellimento della citta\u0300 di Cagliari<\/em>, elaborato da Gaetano Cima (1858-1859), il capoluogo sardo si dota di imponenti architetture pubbliche, strade e piazze alberate, spazi urbani di carattere edonistico. I nuovi Mercati, l\u2019asse urbano tra la piazza del Carmine e la via Roma, le ferrovie Reali e Secondarie tracciano il percorso ideale verso la contemporaneita\u0300. Dietro questi costosi progetti, si nascondono vicende umane e architettoniche di grande interesse che vedono protagonisti committenti dalla grande intraprendenza e giovani progettisti intrisi di cultura positivista. Attraverso il racconto di alcune importanti fabbriche cittadine, si analizzeranno le modalita\u0300 con cui Cagliari volge lo sguardo alla prima contemporaneita\u0300, con l\u2019obiettivo di cogliere i momenti salienti di un percorso per certi versi ancora in essere.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lezione 4 \u2013 mercoled\u00ec 28 febbraio 2024, ore 15:00 (3 ore), Aula Rossa (via Corte d\u2019Appello)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Stefano Mais <\/strong><\/p>\n<p><strong>CIMITERI E CITT\u00c0 NELL\u2019OTTOCENTO<\/strong><\/p>\n<p>A seguito dell\u2019editto napoleonico di Saint Cloud del 1804, comunemente considerato l\u2019atto di nascita del cimitero moderno, si diffonde in tutta Europa una rinnovata azione progettuale nei confronti dei campi santi. Questi, reinterpretano istanze tecniche e simboliche del passato e trovano un riferimento notevole nelle proposte illuministiche di organizzazione razionale della societ\u00e0 e della citt\u00e0. Dalla fine del Settecento, la Francia propone interessanti modelli come il cimitero circolare per Parigi elaborato da Capron (1782), il cimitero di Ledoux per le saline di Chaux (1793-1808), il Champs de Repos di Molinos (1799) e il cimitero di P\u00e8re-Lachaise progettato da Brongniart (1804). Sono esempi successivi e paradigmatici i cimiteri anglosassoni, dove i nuovi temi progettuali incontrano quelli proposti dal <em>Garden Cemetery Movement<\/em>, con eleganti giardini all\u2019inglese e passeggiate pensili. Casi che diventano emblematici delle tendenze applicate diffusamente in tutti i cimiteri dell\u2019Europa ottocentesca.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3>Modalit\u00e0 di iscrizione<\/h3>\n<p>Contattare i docenti via email<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Contatti<\/h3>\n<p>Marco Cadinu marco.cadinu@unica.it<br \/>\nStefano Mais stefano.mais@unica.it<br \/>\nMarcello Schirru marcello.schirru@unica.it<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corso dottorale 1\u00b0 semestre Docenti Marco Cadinu, Marcello Schirru, Stefano Mais<\/p>\n","protected":false},"author":2755,"featured_media":3360,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[54],"class_list":["post-3359","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-corsi","tag-a-a-2023-24-2","category-32-id","post-seq-1","post-parity-odd","meta-position-corners","fix"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3359","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2755"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3359"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3359\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3378,"href":"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3359\/revisions\/3378"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3360"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3359"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3359"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3359"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}