{"id":2012,"date":"2021-10-17T12:50:36","date_gmt":"2021-10-17T10:50:36","guid":{"rendered":"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/?p=2012"},"modified":"2021-10-18T20:30:43","modified_gmt":"2021-10-18T18:30:43","slug":"meccanica-dei-gusci-corrugati-al-bordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/meccanica-dei-gusci-corrugati-al-bordo\/","title":{"rendered":"Meccanica dei gusci corrugati al bordo"},"content":{"rendered":"<p><em>Seminario di ricerca dottorale di Matteo Lai<br \/>\n<\/em>22 ottobre 2021<em><br \/>\n<\/em>Coordina il dibattito Antonio M. Cazzani (DICAAR), con la partecipazione di Victor Eremeyev (DICAAR), Nicola Luigi Rizzi (Universit\u00e0 di Roma Tre), Maurizio Angelillo (Universit\u00e0 di Salerno), Simon Eugster (Universit\u00e0 di Stoccarda), Francesco Marmo (Universit\u00e0 di Napoli Federico II), Andrea Montanino (Universit\u00e0 di Napoli Federico II) e Antonino Iannuzzo (Politecnico Federale di Zurigo).<!--more--><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Seminario nell\u2019ambito della ricerca dottorale di Matteo Lai<\/strong><\/p>\n<h3>Meccanica dei gusci corrugati al bordo<\/h3>\n<h4>Il palazzetto Flaminio di Nervi come ispirazione<\/h4>\n<p><strong>22 ottobre 2021, ore 10:30<br \/>\n<\/strong>Aula Angelo Berio<br \/>\nCampus di Ingegneria<br \/>\nEdificio A \u2013 sez. strutture<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/teams.microsoft.com\/l\/meetup-join\/19:xbL2i4XxuDD57sBPS8yThZhOrDVJ14DT7-ZHwqrhsEI1@thread.tacv2\/1634295416821?context=%7B%22Tid%22:%226bfa74cc-fe34-4d57-97d3-97fd6e0edee1%22,%22Oid%22:%224db86f20-e008-4343-b866-932c9d359888%22%7D\"><strong>Link su MS Teams<\/strong><\/a><br \/>\n<strong>Codice Teams: fzrn0g4<\/strong><\/p>\n<h4><\/h4>\n<p>Presenta Matteo Lai.<br \/>\nCoordina il dibattito Antonio M. Cazzani (DICAAR).<br \/>\nPartecipano alla discussione Victor Eremeyev (DICAAR), Nicola Luigi Rizzi (Universit\u00e0 di Roma Tre), Maurizio Angelillo (Universit\u00e0 di Salerno), Simon Eugster (Universit\u00e0 di Stoccarda), Francesco Marmo (Universit\u00e0 di Napoli Federico II), Andrea Montanino (Universit\u00e0 di Napoli Federico II) e Antonino Iannuzzo (Politecnico Federale di Zurigo)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2013 size-large\" src=\"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/files\/2021\/09\/Matteo_Lai-seminario-2021-1024x688.png\" alt=\"\" width=\"695\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/files\/2021\/09\/Matteo_Lai-seminario-2021-1024x688.png 1024w, https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/files\/2021\/09\/Matteo_Lai-seminario-2021-300x202.png 300w, https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/files\/2021\/09\/Matteo_Lai-seminario-2021-768x516.png 768w, https:\/\/dottorati.unica.it\/dotticar\/files\/2021\/09\/Matteo_Lai-seminario-2021.png 1366w\" sizes=\"auto, (max-width: 695px) 100vw, 695px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La copertura delle grandi luci ha portato le strutture a superare i limiti classici con la proposizione di soluzioni ingegnose, ne \u00e8 un caso rappresentativo l\u2019evoluzione nella realizzazione delle cupole. \u00c8 infatti noto che la realizzazione di una copertura a guscio sottile comporti stati tensionali e deformativi che il progettista deve attentamente valutare, esse infatti vanno a coprire luoghi in generale a uso pubblico e soggetti ad affollamento significativo. Generalmente queste strutture, specialmente se realizzate in sezione sottile di conglomerato cementizio armato e soggette prevalentemente a carichi verticali e generati dal vento, non hanno grandi riserve di sicurezza plastica e gli schemi statici non sono iperstatici (o lo sono poco).<\/p>\n<p>L\u2019utilizzo di membrane e gusci consente di poter controllare la forma cos\u00ec da ottimizzare le azioni interne, l\u2019economia generale e non ultima l\u2019estetica generale della costruzione. \u00c8 vero, infatti, quanto asserito da Pier Luigi Nervi: <em>una struttura \u00e8 architettonicamente valida quando \u00e8 corretta<\/em>. Per Nervi le strutture voltate e le cupole furono il campo ottimale nel quale cimentarsi con l\u2019utilizzo di membrane dallo spessore esiguo.<\/p>\n<p>La cupola funziona prettamente in regime membranale ed \u00e8 soggetta sostanzialmente ad azioni normali lungo i meridiani e i paralleli. Il problema si pone nelle zone intorno all\u2019appoggio della struttura. Le condizioni al contorno &#8211; per non turbare il regime di membrana \u2013 devono assumere caratteristiche ben definite e materialmente mai realizzabili. Gli effetti di bordo sono predominanti a causa del prevalere del regime flessionale. Le soluzioni classiche per la tenuta in conto di questo effetto sono l\u2019inspessimento in prossimit\u00e0 del bordo o la realizzazione di una trave ad anello precompressa.<\/p>\n<p>Se si prede spunto dalle strutture naturali quali sono le conchiglie, si pu\u00f2 notare che esse presentano, seppure con spessori piccolissimi, elevate propriet\u00e0 meccaniche. Sfruttano infatti la resistenza per forma data dal guscio stesso e a parit\u00e0 di sezione un guscio con una opportuna forma ha una migliore efficienza statica. \u00c8\u2019 intuitivo se si pensa ad un foglio di carta, se privo di \u201cforma\u201d si flette, invece, se gli si conferisce (a parit\u00e0 di sezione del materiale) una forma a fisarmonica il foglio ha una minore flessione e resiste a carichi di molto superiori al suo stesso peso proprio.<\/p>\n<p>La ricerca nel campo delle strutture a guscio \u00e8 molto ampia e variegata, ha avuto un forte impulso nel secondo dopoguerra per le rilevanti applicazioni in campo militare e specialmente in quello nucleare. Le ricerche fondamentali sono state svolte da Timoshenko, Vlasov, Haas, Fl\u00fcgge e Gioncu. La letteratura scientifica \u00e8 invero carente al riguardo dello studio analitico e\/o empirico delle strutture corrugate. Le stesse analisi sul calcolo del carico critico (per calotte sferiche non complete) sono basate su correlazioni ricavate da campagne di prova sperimentali e gli stessi risultati teorici in forma chiusa (sfera completa soggetta a pressione esterna) forniscono valori ben al di sopra dei reali valori di collasso (anche di un ordine di grandezza in pi\u00f9).<\/p>\n<p>Il primo utilizzo della corrugazione si ha nell\u2019elegante copertura del distributore di carburante a Sesto San Giovanni, su progetto e realizzazione di Aldo Favini. La copertura \u00e8 costituita da una membrana in calcestruzzo armato ondulata, la quale realizza una campata in semplice appoggio e uno sbalzo. Il miglioramento del comportamento rispetto all\u2019azione orizzontale del vento \u00e8 evidente.<\/p>\n<p>Un caso studio di notevole interesse sia dal punto di vista strutturale che da quello architettonico \u00e8 quello del palazzetto dello sport del quartiere Flaminio a Roma progettato da Nervi in collaborazione con Vitellozzi in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960. La copertura del palazzetto \u00e8 una cupola sferica ribassata, appoggiata su 36 cavalletti che riportano nell\u2019anello di fondazione le fortissime spinte orizzontali create. Questo \u201ctrucco\u201d consente di rendere la struttura leggera e come se fosse appoggiata. Al contrario di quanto in genere nelle strutture realizzate in cemento armato si percepisce.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seminario di ricerca dottorale di Matteo Lai 22 ottobre 2021 Coordina il dibattito Antonio M. 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