Nov 252021
 

Corso
Inizio 16 febbraio 2022
Docente Maurizio Memoli

 

Corso

Docente Maurizio Memoli, DICAAR, Università degli Studi di Cagliari

Ore: 24 – CFU 3

Date: 16-17-18 febbraio 2022

 

 

 

Sunto del corso

Quali elementi riusciamo a captare e a esprimere attraverso una conoscenza diretta, affettiva, sensibile dello spazio? In che modo il nostro corpo entra a fare parte degli assemblaggi[1] e si relaziona a tutte le parti umane, non umane e più che umane che lo generano?

L’obiettivo del corso è di provare a rispondere a queste domande attraverso la pratica della deriva, ovvero quella metodologia di esplorazione dello spazio che permette di lasciarsi travolgere e di esprimere i significati emozionali, sociali e politici che trascendono la sua dimensione materiale.

 

Descrizione estesa

 Metodo: la deriva urbana

La dérive urbaine (Débord, 1955) è una metodologia ludica e analitica (Pinder 2020) di esplorazione e interpretazione dello spazio delle città che consiste in una passeggiata, solitamente a piedi, attuata da gruppi di persone che accettano di vivere l’esperienza del perdersi. Nel disorientamento risiede la natura indagatrice della deriva, durante la quale ci si lascia guidare dallo spazio aprendosi all’inatteso, sospendendo il giudizio, e moltiplicando, così, i percorsi e le possibilità conoscitive (Guarrasi 1993, 71). Con la deriva si gioca metaforicamente con la città e si crea una situazione all’interno della quale lasciarsi catturare dallo spazio per poi rappresentarlo dal punto di vista estetico, politico, immaginifico e collettivo.

La deriva è una pratica di ricerca geografica ormai affermata e sempre attuale che negli anni si è evoluta per adeguarsi alle città contemporanee che pongono nuove esigenze e acquisiscono nuove espressioni del potere e delle politiche.

Permane la dimensione performativa ed etnografica del camminare collettivamente nello spazio, ma variano gli strumenti a disposizione e il contesto teorico e culturale che accompagna questa pratica.

 

Un approccio al post-antropocene

Nell’era dell’Antropocene in cui viviamo, è importante intendere la città come un insieme di relazioni in divenire fra corpi umani e non umani, decentrando il ruolo della nostra specie nella produzione dello spazio (Springgay e Truman 2018) e considerando piante, animali, oggetti animati e inanimati come soggetti dotati di una capacità di interazione attiva che ci muove nello spazio e muove le nostre rappresentazioni verso il tentativo di cogliere la dimensione post-antropocentrica (Braidotti 2020) dell’urbano, comprensiva di questa multisfaccettata diversità.

La contaminazione tra le metodologie performative, con particolare attenzione alla dimensione visuale e l’analisi spaziale si inserisce in una concezione che si apre a una molteplicità di punti di vista, prospettive e strategie conoscitive, incentrate sull’esplorazione alla componente emozionale e affettiva che lega le persone ai luoghi.

In questo corso utilizzeremo strumenti di rappresentazione che utilizzano linguaggi molteplici: visuali (foto, micro-film, disegni), sonori (monologhi, registrazioni dell’ambiente), testuali (note, poesie, racconti) o performativi,  che ci daranno “an added voice […] to express ideas, thoughts and emotions that may not surface otherwise” (Aru e Memoli 2017).

Le rappresentazioni narrativo-emozionali che prenderanno forma nelle nostre camminate ludiche e collettive (secondo i linguaggi scelti sulla base della propensione individuale di ogni partecipante) ci aiuteranno a ricostruire una mappatura psicogeografica ed emozionale degli spazi che visiteremo.

 

Area di studio: il contesto della SS 554

Il corso-laboratorio affronta lo studio dello spazio definito della ss 554, ovvero tutto quel sistema di condizioni, pratiche, paesaggi, socialità, identità, marginalità, residenzialità, natura, perifericità e suburbanità addossato all’asse stradale che limita non più nettamente a nord l’area metropolitana di Cagliari.

La ss 554 è una strada ad alto scorrimento nata intorno agli anni ’60 per le mutate esigenze della crescente città di Cagliari e dei centri limitrofi. Col tempo, la città è cresciuta arrivando a diventare una vera e propria conurbazione e attorno alla strada, elemento catalizzatore e contemporaneamente confine simbolico della città, si sono sviluppate condizioni urbane molto particolari, proprio in quegli interstizi generati dalla presenza dell’infrastruttura. Si tratta di uno spazio fondante della Cagliari contemporanea, ma spesso derubricato come spazio di risulta e liminale rispetto alle questioni urbane. In realtà si mostra come denso di significati e di situazioni urbane critiche, di grande interesse e complessità spaziale.

Attorno alla strada, ormai pressoché totalmente inglobata nel tessuto della città in espansione, si trovano diverse situazioni estremamente eterogenee tra loro: sobborghi residenziali più o meno informali e spontanei, distretti industriali e commerciali, hub logistici, grandi strutture del terziario, il tutto commistionato alla preesistente trama agricola, attorno a cui questi spazi in via di trasformazione si strutturano.

È in queste aree profondamente ibridate e dalla grande complessità che si può ritrovare l’idea di una periferia creativa, che si svincola dalla densità della città consolidata e cerca un nuovo e diverso rapporto con lo spazio e il non-umano, sollevando contemporaneamente questioni sulla nuova condizione urbana e un rinnovato diritto alla città.

 

Non ci sono requisiti specifici e conoscenze pregresse previste.

Sono ben accette le persone che hanno piacere a passeggiare, che hanno propensione alla fotografia e alla prodizione video e narrativa.

 

 

Programma

 

Giorno 1. Mercoledi 16 febbraio

10:00 /12:30 La deriva, una metodologia interpretativa dello spazio urbano. Organizzazione laboratorio.

Pranzo

14:30/17:00 Prima deriva: dal “quadrifoglio alla Cittadella di Monserrato” esercitazione e individuazione dei campi spaziali urbani da attraversare, osservazione delle forme, delle pratiche, individuazione contesto e espressione sensibilità. Incontro con un testimone privilegiato. Integrazione strumenti metodologici.

17:00 /18:00 restituzione esperienze prima deriva

 

Giorno 2. Giovedi 17 febbraio

10:00/13:00 Seconda deriva: da Incrocio strada Gerrei a via del Lavoro.

Pranzo

15:00/17:00 restituzione esperienza deriva.

 

Giorno 3. Venerdi 18 febbraio

9:30/12:00 Terza deriva: da Orientale sarda a Pitz’e serra

Pranzo

15:00/19:00 Elaborazione e restituzione dei “Quaderni della deriva sulla 554”.

 

Requisiti e modalità di iscrizione

Per partecipanti di livello dottorale (cui il seminario è rivolto), non sono necessari particolari requisiti se non curiosità culturale, inventiva, capacità di osservazione e di innovazione.

Non è richiesto l’uso di strumenti particolari o di software.

Per l’iscrizione inviare una mail al docente.

 

Contatti

memoli@unica.it

 

Materiali

https://people.unica.it/mauriziomemoli/didattica/materiale-didattico/

 

Geotelling Murat film-fiction
https://vimeo.com/muratgeo

Geotelling Murat passeggia BdM – esempio di passeggiata con descrizione in voice off
https://youtu.be/ZJr6scOMphM

Geotelling Murat coin Murat – esempio descrizione luogo in voice off
https://youtu.be/myhrPn9yj6g

Geotelling Memoli – Frammenti di uno spazio quotidiano Sant’Elia
https://webdoc.unica.it/santelia/index.php

Geotelling Memoli – Al centro di Tunisi
https://webdoc.unica.it/tunisi/it/index.html#Home

Geotelling B.city street – ep. 1
https://youtu.be/-Eg2p_n3gBI

Geotelling B.city – ep. 2: Maria
https://youtu.be/KQ1JRVwx55A

Geotelling B.city –  ep. 3: B-home
https://youtu.be/A-kJimO8jDo

Sulle relazioni inaspettate fra l’umano e il non umano nello spazio: Bruno Latour
http://www.bruno-latour.fr/virtual/IT/index.html

Sull’osservazione dello spazio urbano dal punto di vista di un corpo che finge di essere esterno alla scena: Sophie Calle
https://www.youtube.com/watch?v=xLC_pVhLYek&ab_channel=bongjaLee

Estratti del lavoro fotografico “Suite venitiénne” che racconta pratiche di spionaggio dei soggetti nello spazio
http://www.rudedo.be/amarant10/de-nieuwe-media-foto/sophie-calle-1953/sophie-calle-suite-venitienne-1980/calle05/

Sull’interpretazione performativa dello spazio urbano attraverso il corpo: Valie Export
https://loves.domusweb.it/body-configurations-by-valie-export-1972-76-2/

Sull’esplorazione sensoriale (ma non visuale) dello spazio urbano: CtheCity project
https://www.youtube.com/watch?v=jV14WWtx3ms&ab_channel=CtheCity
https://www.adcn.nl/archives/see-the-city-through-the-eyes-of-the-blind

 

Bibliografia e riferimenti Web

Anderson Ben e Colin McFarlane, (2011) «Assemblage and  geography», Area, 43 (2), pp. 124-127.

Anderson Ben e Colin McFarlane, (2012) «On assemblages and geography», Dialogues in Human Geography, 2 (2), pp. 171–89.

Aru Silvia, Maurizio Memoli e Matteo Puttilli, (2017) «The margins “in-between”. A case of multimodal ethnography», City: Analysis of urban trends, culture, theory, policy, action, Special Issue «The city and its margins: Ethnographic challenges across makeshift urbanism».

Braidotti Rosi, (2020) Il postumano: la vita oltre l’individuo, oltre la specie, oltre la morte. Roma: DeriveApprodi.

Débord Guy, (2013) Introduzione a una critica della Geografia urbana, Torino: Nautilus, 2013, (ed. or. (1955) «Introduction à une critique de la géographie urbaine», Les lèvres nues, 6; (1956) «Théorie de la dérive», Les lèvres nues, 9).

Ivain Gilles, (2013) Formulario per un nuovo urbanismo, Torino: Nautilus (ed or. (1953) Formulaire pour un urbanisme nouveau, Parigi).

Lippolis Leonardo, (2013), Formulaire pour un urbanisme nouveau, Maldoror Press.

McDonough Tom (a cura di), (2009) The situationists and the city, London; New York: Verso.

Muis Anne-Solange, «Psychogéographie et carte des émotions, un apport à l’analyse du territoire ?», https://doi.org/10.4000/cdg.713

Perec Georges, (1989) Specie di spazi, Torino: Bollati Boringhieri, (ed or. Espèces d’espaces, Parigi: Galilée).

Pinder David, (2020) «Situationism/Situationist City», in International Encyclopedia of Human Geography, Elsevier, pp. 219–25.

Springgay Stephanie e Sarah E Truman, (2018) Walking methodologies in a more-than-human world: WalkingLab, London: Routledge.

Thrift Nigel, (2008) Non-Representational Theory: Space, Politics, Affect, London: Routledge.

Vazquez Daniele, Manuale di psicogeografia, http://architettura.it/files/20101115/index.htm

 

[1] “The term is often used to emphasise emergence, multiplicity and indeterminacy, and connects to a wider redefinition of the social-spatial in term of the composition of diverse elements into some form of provisional socio-spatial formation. To be more precise, assemblages are composed of heterogeneous elements that may be human and non-human, organic and inorganic, technical and natural. In broad terms, assemblage is, then, part of a more general reconstitution of the social that seeks to blur divisions of social-material, near-far and structure-agency”, Anderson B., McFarlane C., (2011), p. 125.

 

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