Ott 192021
 

Corso
Primavera 2022
Docenti Ivan Blečić ed Emanuel Muroni

 

Corso

Primavera 2022

Docenti: Ivan Blečić ed Emanuel Muroni 

Ore: 20

 

 

Sunto

Il Corso, organizzato sotto forma di una serie di colloqui accompagnati da letture consigliate, intende presentare la “teoria mimetica” e il pensiero di René Girard, nelle sue molteplici implicazioni e ramificazioni. Saranno approfondite le fecondità della teoria per l’interpretazione dei processi di produzione sociale dello spazio e del paesaggio, anche in seminari con studiosi su invito e aperti al pubblico.

Vi sono stati molti tentativi di impiegare e applicare la “teoria mimetica” nella critica letteraria, nelle scienze politiche, nella filosofia politica, nell’economia, nella psicologia e nella sociologia. Tuttavia, fino ad ora è stata data pochissima attenzione alla prospettiva girardiana nel campo degli studi urbani, della geografia politica e dell’urbanistica. Quasi nessun tentativo, infatti, è stato fatto per esplorare le possibili implicazioni e il potere esplicativo dell’ipotesi del desiderio mimetico e della sua “microfisica” sulla produzione sociale dello spazio. E se supponessimo che (tra l’altro) luoghi, spazi pubblici, paesaggio, territorio, possano diventare anche oggetto di desiderio mimetico, e quindi rivalità e violenza? Può la distinzione tra bisogni e desideri (che sono mimetici) offrire importanti spunti imterpretativi per rendere conto, sia dal punto di vista antropologico che politico-filosofico, dei fenomeni quali rivalità, conflitti e violenze intorno a oggetti e beni spaziali, attaccamento al territorio, etnogeografie, diritti territoriali, e persino l’estetica del paesaggio? Possiamo trovare in alcune pratiche di produzione degli spazi tracce delle rivalità mimetiche, o del meccanismo del capro espiatorio (simbolico e reale), e quindi del “marchio del sacro”?

 

Descrizione estesa

Il corso intende presenta ed esplorare l’ipotesi che lo spazio sia socialmente, politicamente e culturalmente “portato all’esistenza”, istituito e prodotto, attraverso meccanismi di rivalità mimetiche, conflitti e violenze, latenti o palesi, e attraverso i processi dinamici di loro evoluzione e conseguente risoluzione.

Lo spazio, gli spazi sociali, offrono innumerevoli occasioni di rivalità e conflitti. Dalle nazioni in guerra per i territori contesi ai vicini che discutono in tribunale su un passaggio comune, i conflitti sullo spazio sono onnipresenti. Non solo moltissimi conflitti coinvolgono lo spazio indirettamente – ma necessariamente – per esempio questioni riguardanti le risorse naturali, strade commerciali e marittimi, sicurezza interna, immigrazione o norme e regolamenti ambientali. È anche il caso che lo spazio stesso, sotto forma di terreno, parchi, quartieri, cava abbandonata o aeroporto in disuso, costituisca spesso la causa o il motivo del conflitto. Lo spazio in questi casi è l’oggetto su cui si scontrano diverse parti sociali, gruppi, individui e istituzioni, amministrazioni cittadine e associazioni popolari nate spontaneamente per la difesa dello spazio in questione.

I conflitti sullo spazio, o che coinvolgono diverse forme di spazio sociale, sono solitamente spiegati da fattori esterni. Interessi economici, ambizione politica, preoccupazioni per la sicurezza e le risorse, attaccamento culturale ai luoghi, differenze linguistiche o religiose, resistenza al cambiamento, disinformazione o, più astrattamente, conflitti di classe. Per quanto rilevanti e spesso illuminanti siano queste spiegazioni, c’è una dimensione del processo sociale coinvolto che esse spesso non riescono a notare o almeno a capire se non come una conseguenza accidentale del conflitto: la conseguente trasformazione dello spazio. Una trasformazione che può, o meno, corrispondere al progetto originale che potrebbe aver innescato il conflitto.

Rivalità e conflitti latenti o palesi sullo spazio – è l’ipotesi esplorata nel corso – costituiscono il meccanismo centrale attraverso il quale vengono prodotte socialmente diverse forme di spazi. Ciò è vero dal livello micro-sociale dei vicini o dei parenti che discutono sullo spazio di vita comune ai conflitti internazionali. In altre parole, rivalità, dispute e conflitti sullo spazio non dovrebbero essere visti esclusivamente come distruttivi, come spesso sono. Costituiscono anche il cuore del meccanismo responsabile della produzione sociale dello spazio. In linea con una tradizione sociologica che si estende da G. Simmel, a LA Coser e più recentemente M. Wieviorka, la teoria mimetica della cultura di René Girard permette di comprendere non solo come i conflitti sociali partecipino alla costruzione dei legami sociali, ma anche come tali conflitti e la loro risoluzione producano oggetti culturali – in questo caso forme di spazio sociale – che possono aiutare a prevenire il ripetersi di tali conflitti, ma che possono anche in determinate circostanze identificabili costituire occasioni di rinnovata violenza. In altre parole, proponiamo in primo luogo un’ipotesi generale riguardante il ruolo e la funzione delle rivalità e dei conflitti mimetici nella produzione delle diverse forme di spazio sociale. In secondo luogo, una nuova metodologia per analizzare tali conflitti, la loro evoluzione e risoluzione. In terzo luogo, un’indagine su casi di conflitti passati e in corso riguardanti diverse forme di spazio sociale per affinare prima la metodologia e poi per testare l’ipotesi.

 

Articolazione del corso

Il corso sarà articolato in una decina di incontri di norma di durata di due ore.

Maggiori informazioni, il calendario delle lezioni, il quadro dei relatori su invito e la bibliografia saranno pubblicati prossimamente.

 

Modalità di iscrizione

Inviare un’email a ivanblecic@unica.it.

 

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